Piatto di Natale Désirée 2025 – Edizione Limitata
E’ finalmente disponibile il Piatto Natale Desiree 2025 raffigurante la favola “Tra mille e mille anni” , una tra le innumerevoli novelle scritte da Hans Christian Andersen.
Celebra il Natale con eleganza e tradizione grazie al Piatto di Natale Désirée 2025. Realizzato con cura artigianale e decorazioni raffinate, questo piatto natalizio è pensato per diventare un prezioso oggetto da collezione. I dettagli finemente decorati in rilievo sulla Porcellana Blu Danese richiamano i simboli del Natale, rendendo ogni pezzo unico e perfetto come idea regalo esclusiva.
Il primo piatto della serie è del 1970 e nel tempo ha acquistato valore come tutte le opere prodotte in numero limitato. La tradizione infatti dice che negli anni passati lo stampo veniva pubblicamente rotto per aumentare il valore della collezione.
Caratteristiche Principali
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Edizione limitata 2025: ogni piatto è certificato.
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Design esclusivo: ispirato alle fiabe di Hans Christian Andersen.
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Materiale di qualità: Porcellana Blu Danese pregiata e finemente lavorata in rilievo.
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Ottima idea regalo: confezionato con cura, pronto per essere donato.
Dimensioni
Fiaba
Fra mille e mille anni
Una fiaba di Hans Christian Andersen
Certo, tra mille e mille anni arriveranno sulle ali del vapore, a volo, attraversando l’oceano! I giovani abitanti dell’America visiteranno la vecchia Europa. Verranno a vedere i monumenti e le località ormai in rovina, così come noi ora siamo attratti dalle bellezze disgregate dell’Asia meridionale.
Tra mille e mille anni arriveranno!
Il Tamigi, il Danubio, il Reno scorrono ancora, la cima del Monte Bianco è ancora innevata, l’aurora boreale brilla sui paesi del Nord, ma le generazioni, una dopo l’altra, sono diventate polvere, le schiere dei potenti del momento sono dimenticate, come coloro che ora dormono sulle alture, dove il ricco mugnaio, che possiede quel terreno, ha costruito una panca per sedersi a guardare il vasto e ondulato campo di grano.
«In Europa!» si sente dire presso i giovani americani «verso la terra dei padri, la bella terra dei ricordi e della fantasia, l’Europa!»
La nave aerea arriva, è piena di viaggiatori, dato che il viaggio è più veloce che per mare; il filo elettromagnetico che passa sotto l’oceano ha già telegrafato quante persone costituiscono la carovana aerea. L’Europa già si vede, sono le coste dell’Irlanda, ma i passeggeri dormono ancora; si sveglieranno solo quando saranno sull’Inghilterra; toccheranno la terra d’Europa nel paese di Shakespeare, come la chiamano i figli dello spirito, il paese della politica e delle macchine la chiamano gli altri.
Per un giorno intero vi si fermeranno; è il tempo che questa generazione frettolosa può dedicare alla grande Inghilterra e alla Scozia.
Poi proseguono attraverso il tunnel sotto la Manica verso la Francia, terra di Carlo Magno e di Napoleone. Viene nominato Molière gli eruditi parlano delle scuole classica e romantica che risalgono al lontano passato, e si rallegrano per eroi, vati e scienziati che il nostro tempo non conosce, ma che nasceranno nel cratere d’Europa: Parigi.
La nave aerea vola sopra il paese da cui Colombo partì, dove nacque Cortez e dove Calderon cantò i suoi drammi con versi sonori; donne graziose con gli occhi neri abitano ancora le valli fiorite, canti antichissimi nominano ancora il Cid e l’Alhambra.
In volo si attraversa il mare fino all’Italia, dove si trovava l’antica e eterna Roma. Ora è cancellata completamente, la campagna è un deserto; della chiesa di San Pietro rimane un unico resto di muro, ma si dubita che sia autentico.
Poi in Grecia, per dormire una notte nel lussuoso albergo situato in cima all’Olimpo, tanto per esserci stati. Il viaggio prosegue per il Bosforo, dove ci si riposa qualche ora e si visita il luogo dove sorgeva Bisanzio; ora poveri pescatori gettano le reti là dove la leggenda racconta del giardino dell’Harem al tempo dei turchi.
Si passa in volo sopra le rovine di meravigliose città che sorgevano lungo il vigoroso Danubio, città che il nostro tempo non conosce; ogni tanto, sui luoghi pieni di ricordi, sui luoghi che sorgeranno e su quelli che il tempo farà apparire, ogni tanto la carovana aerea si abbassa per poi riprendere quota di nuovo.
Laggiù si trova la Germania, che una volta era solcata da una fittissima rete di ferrovie e di canali, il paese dove parlò Lutero, cantò Goethe e dove Mozart ai suoi tempi resse lo scettro della musica! Grandi nomi risplendono nella scienza e nell’arte, nomi che non conosciamo.
Un giorno di soggiorno in Germania e uno nei paesi del Nord, per visitare la patria di Orsted, quella di Linneo, e la Norvegia, terra di vecchi eroi e di una giovane generazione. L’Islanda viene visitata durante il viaggio di ritorno, e i geyser non sono più in ebollizione, il vulcano Hekla è spento, ma la robusta isola rocciosa resiste nel mare agitato, come una eterna lapide di pietra a ricordo delle saghe.
«In Europa c’è molto da vedere» dice il giovane americano. «Noi l’abbiamo visto in otto giorni, e si può fare benissimo, come anche il grande viaggiatore» e nomina una persona che appartiene al suo tempo «ha dimostrato nel suo famoso libro: Europa, vista in 8 giorni.»